Alberto Massidda, cantautore e musicista.

"I temi sono generalmente l’amore, gli abbandoni, i sentimenti, trattati in chiave pop con leggerezza e ironia. In un brano si parla di fragilità e dell'avversione per certi stereotipi maschili (o machisti). In un altro si allude a uno strano, inquietante, incontro ravvicinato con una donna licantropo. Ma al di là dei testi, ben scritti ma sempre funzionali alla musica, il collante del disco è un sound uniforme, ben costruito, dove a prevalere sono la coerenza e l’affermazione di un stile personale."

Paolo Crespi

"...con quell’ironia (colorata, ça va sans dire) che permea il testo di ogni canzone: «Scrivo quello che sono: non mi piace prendermi troppo sul serio e, nonostante con la musica sia capace di commuovermi, non potrei mai cantare dell’”amore assoluto”. Nella vita sono una persona molto ironica, quindi anche le mie canzoni lo sono. Scrivo d’amore, perché è la cosa più naturale e universale che ci sia, ma lo faccio con il sorriso. Anche se parlo di abbandono cerco sempre una via d’uscita»."

Laura Berlinghieri

"Alberto Massidda, classe 1961 (non se ne fa mistero nella sua biografia), musicista cagliaritano ma milanese d’adozione che vive di musica ormai da oltre due decenni, ha messo insieme nove canzoni a comporre il suo album d’esordio Le mie stagioni colorate. Il primo ascolto è indubbiamente piacevole, ma è al secondo o ancor meglio al terzo che i colori, insieme a tutte le molteplici sfumature, vengono fuori creando una bella tavolozza caratterizzata da tonalità vivaci, dense di energia, pregne di leggerezza e ironia"

Andrea Direnzo